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C. 07/04/2005 n. 338

- Sulla base dei contenuti dello studio di impatto ambientale e delle integrazioni successivamente pervenute:

-Relativamente alla atmosfera:

- il controllo della qualità dell’aria allo stato attuale avviene con monitoraggio su campione medio settimanale mediante un sistema basato su condensatore ad ipoclorito;

-i valori delle emissioni dalle colonne di distillazione che costituiscono la fonte più significativa rientrano allo stato attuale, secondo il SIA, nei limiti fissati dal DPR 203/88;

- l’analisi dei campioni prelevati nelle aree circostanti l’impianto - aree destinate ad attività agricole e punteggiate da casolari isolati - hanno dato, allo stato attuale, risultati inferiori ai valori di concentrazione fissati per lo singole classi e per i previsti flussi di massa, nell’allegato 1

-tabella B del DM 12 luglio 1990;

- i valori di concentrazione, per quanto riguarda lo stato post-operam, delle ricadute al suolo di inquinanti - determinati utilizzando opportuni programmi di simulazione basati su uno sperimentato modello di diffusione

- risultano contenuti entro i limiti normativi anche considerando gli scenari meteo-climatici più sfavorevoli ottenuti dall’associazione tra le classi di stabilità ed i regimi anemometrici più probabili rilevati alle stazioni di Parma e Piacenza;

-le simulazioni modellistiche hanno evidenziato, per lo stato postoperam, che i fenomeni di diffusione degli inquinanti al suolo si esauriscono in poche centinaia di metri dall’impianto;

- l’area vasta comprendente l’abitato del comune di Fidenza, pertanto, non subisce interferenze dell’impianto nei confronti dell’ambiente atmosfera, data la distanza e la localizzazione rispetto all’impianto (lungo la direzione dei venti prevalenti NE-SW non vi sono centri abitati);

- la valutazione della diffusione degli odori emessi dall’impianto postoperam è stata realizzata con un modello previsionale selezionando una sostanza odorigena sufficientemente rappresentativa fra quelle emesse dall’impianto ed utilizzando gli stessi scenari meteorologici scelti per il calcolo degli inquinanti atmosferici; il valore massimo delle concentrazioni al suolo degli odori ricavato per la sostanza suddetta è risultato inferiore alla soglia olfattiva ammessa per la stessa sostanza;

- è prevista la messa in atto di un piano di monitoraggio per la verifica del funzionamento dell’impianto criogenico e carboni attivi di abbattimento delle SOV e delle sostanze odorigene adottando opportune postazioni di campionamento;

- sono previsti appositi dispositivi di sicurezza per la chiusura, il riempimento, lo svuotamento e il recupero di liquidi dei recipienti mobili. Relativamente al suolo, sottosuolo e all’ambiente idrico:

-i piazzali dell’impianto risultano protetti da una pavimentazione in cemento con finitura al quarzo realizzata per impedire infiltrazioni di colaticci nel sottosuolo durante la movimentazione dei rifiuti;

- l’area dell’impianto risulta divisa in comparti al centro dei quali vi è una vasca stagna di raccolta delle sostanze inquinanti in caso di sversamento accidentale;

- le acque di prima pioggia vengono raccolte e convogliate in una rete fognaria separata che scarica in una vasca in c.a. della capacità di 40 mc in grado di contenere i primi 5 mm di pioggia; l’eventuale supero viene deviato ad un impianto di trattamento prima dello scarico nel ricettore finale;

-l’adozione di scambiatori di calore ad aria in sostituzione del sistema idrico di raffreddamento delle colonne di distillazione, comporterà una drastica riduzione del prelievo di acqua dalla falda superficiale da 134000 mc/anno a 30000 mc/anno;

-l’impianto di tipo criogenico e carboni attivi comporterà, secondo il proponente e sulle base delle specifiche costruttive, l’abbattimento delle sostanze organiche volatili (SOV) entro un quinto dei valori ammessi; in corso di esercizio dovrà predisporsi un sistema di monitoraggio in continuo al fine di verificare il rispetto dei valori delle SOV emesse e la conferma delle specifiche costruttive dell’impianto dichiarate dal costruttore. Relativamente al rumore e alle vibrazioni:

- i livelli sonori ante-operam, ricavati mediante modello e supportati da una campagna fonometrica in loco, sono risultati entro i limiti previsti per le zone industriali;

- i livelli di rumore post-operam, stimati mediante simulazione in corrispondenza dei quattro ricettori sensibili esistenti sul territorio, sono risultati superiori nei confronti di due soli ricettori, nello scenario notturno e nell’ipotesi più riduttiva rispetto ai limiti di legge (55-65 dB(A)), per i quali sono previsti interventi passivi di mitigazione;

-il contributo dell’impianto Solveko in fase di esercizio, secondo le simulazioni, risulta trascurabile rispetto al livello sonoro indotto sui ricettori dal traffico che si svolge sulla adiacente S.S. Emilia; durante la fase di costruzione e di esercizio dovranno effettuarsi campagne di monitoraggio per il rilievo dei livelli massimi sonori equivalenti in corrispondenza dei ricettori sensibili, rilievi da effettuarsi con le modalità stabilite nell’allegato B al DPCM 1 marzo 1991. Relativamente al traffico:

- l’incremento stimato, sia durante la fase di cantiere che durante l’esercizio, non modifica significativamente il volume attualmente presente sulla S.S. Emilia. Relativamente alla salute pubblica:

-la realizzazione dell’opera, tenuto conto della situazione attuale, in particolare nei riguardi delle componenti atmosfera, comporta un minore impatto ambientale a seguito dell’utilizzo di tecnologie più avanzate per l’abbattimento delle SOV;

-le analisi dei dati relativi alle patologie considerati nel SIA, ristretta ai tassi grezzi per macro categorie, danno per gli abitanti dei comuni limitrofi all’impianto un quadro positivo se raffrontato con quello ricavato dai dati della Regione ed in particolare delle Province di Parma e Piacenza. Relativamente al paesaggio, flora e fauna:

- le caratteristiche dell’area di intervento sono, dal punto di vista paesistico, quelle tipiche delle aree agricole della pianura padana con componenti naturali non significative; l’adeguamento dell’impianto non prevede opere od attività esterne all’area di pertinenza dell’impianto stesso;

-gli impatti in fase di costruzione risultano contenuti in quanto la totalità delle aree di cantiere ricade all’interno dell’area occupata dall’impianto; - non si rilevano interferenze con elementi di significativa importanza della vegetazione e della fauna. Relativamente alle radiazioni ionizzanti e non ionizzanti:

-il progetto non contempla alcuna fonte di radiazioni.

- VISTA la nota del Ministero per i Beni e le Attività Culturali prot. ST/409/10057 del 18 marzo 2003, acquisita in data 27 marzo 2003, prot. 3302/VIA/A.O.13.i, con cui lo stesso ha espresso il proprio parere favorevo- le e che di seguito integralmente si riporta: “Con apposita istanza del 18 dicembre 2002, qui pervenuta in data 24 dicembre 2002, ed acquisita agli atti con prot. n. ST/409/46860, la Soc.tà SOLVEKO S.p.A. con sede in Fidenza (PR), ha richiesto la pronuncia di compatibilità ambientale ex art. 6, comma 3 Legge 8 luglio 1986 n. 349, secondo le procedure riferite all’art. 1, comma I del DPCM 377/88 per la realizzazione di un intervento di adeguamento/ ampliamento dello stabilimento di recupero solventi da rifiuti pericolosi e speciali non pericolosi prodotti da terzi, sito nel comune di Fidenza (PR). Gli interventi di adeguamento/ampliamento, come viene dichiarato nella nota del 18 dicembre 2002 dalla SOLVEKO S.p.A., sono finalizzati all’ammodernamento degli impianti, all’introduzione di più moderni ed efficaci sistemi di abbattimento delle emissioni e all’aumento della potenzialità di trattamento dei rifiuti, passando dalle attuali 10000 tonnellate/anno alle previste 30000 tonnellate/anno. Gli interventi proposti comprendono:

-l’installazione di un impianto di trattamento delle morchie o fanghi mediante separazione “liquido/solido” e “liquido/liquido”;

- l’installazione di un impianto di svuotamento in automatico e successiva riduzione volumetrica di fusti/cisternette (disinfestatore): per ospitare tale impianto viene proposta la realizzazione di un edificio in calcestruzzo prefabbricato sull’area interna al perimetro dello stabilimento che servirà anche per lo stoccaggio provvisorio di fusti e cisternette;

-l’installazione di n.°3 aeroscambiatori per le colonne C1, C2, C3 per lo scambio termico tra fase vapore e fase liquida, in sostituzione degli attuali scambiatori ad acqua, eliminando pertanto tutto il circuito delle acque di raffreddamento che attualmente vengono prelevate dal sottosuolo mediante apposito pozzo, e scaricate in acque superficiali;

-l’installazione di un impianto di trattamento delle emissioni gassose (SOV) criogenico per il trattamento allo stato dell’arte delle emissioni gassose dalle colonne di distillazione e dai serbatoi di primo accumulo;

- l’installazione di nuovi serbatoi, in parte sostituti di vecchi serbatoi interrati e dismessi, come previsto dal D.M. 246 del 24.05.1999 (regolamento recante le norme concernenti i requisiti per costruzione, installazione ed esercizio dei serbatoi interrati);

- ulteriori interventi di dettaglio quali dotazione di lettori di livello radar per i serbatoi, modifica della centrale termica con alimentazione a gas metano per limare emissioni da combustione di BTZ, ecc. Nel merito la Sovrintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Bologna, con nota prot. n. 199 del 05.02.2003, qui pervenuta in data 26.02.2003 ed acquisita agli atti con prot. n. ST/409/8248/2003 del 04.03.2003, ha espresso parere favorevole alla realizzazione dell’intervento in quanto compatibile con le caratteristiche ambientali e paesaggistiche della zona. La medesima sovrintendenza ha altresì comunicato che l’area dell’insediamento industriale esistente è situata a margine della S.S. n°9 “Emilia” e presenta un andamento orografico pianeggiante, ed è utilizzata perlopiù a seminativi a carattere irriguo. A distanza di circa 500 metri dall’insediamento industriale in questione, in direzione ovest, corre il Rio Canneto (“Caneto”) altrimenti conosciuto come Rio Vallazza, facente parte dell’elenco delle acque pubbliche e quindi sottoposto alle disposizioni di cui all’art. 146 lettera “c” del D.L.vo n. 490/1999. Rispetto al Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) l’area in questione è normata ai sensi dell’art. 25 “Tutela corpi idrici superficiali e sotterranei”. Inoltre nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) in adozione, l’area è normata dal D.L.vo n. 334/1999 come “Stabilimento a rischio di incidente rilevante” nella tavola c.4.1 “Carta del rischio ambientale e dei principali interventi di difesa”. Inoltre la Sovrintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna – Bologna con nota prot. n. 1395 del 06.02.2003, qui pervenuta in data 19.02.2003, ed acquisita agli atti con prot. n. ST/409/6742/2003 del 20.02.2003, ha ritenuto esprimere parere favorevole all’intervento in quanto “…agli atti di questo Ufficio non risultano ritrovamenti di carattere archeologico all’interno dello stabilimento in oggetto. Nonostante l’indagine geologica, a carattere puntiforme, non sembri aver messo in luce stratigrafie di particolare interesse ai fini della documentazione di una frequentazione antica, la vicinanza della via Emilia potrebbe essere indizio del contrario. Pur non esistendo allo stato dei fatti impedimenti di carattere archeologico alla realizzazione del progetto, si consiglia di sottoporre l’area, soprattutto quella di nuova edificazione, a indagini preventive mirate da concordarsi con quest’Ufficio.” Questo Ministero, esaminati gli atti; viste le varie disposizioni di legge indicate in oggetto;

-visti i pareri espressi dalle Sovrintendenze competenti per territorio, ritiene di poter esprimere PARERE FAVOREVOLE in ordine alla predetta richiesta della Soc.tà SOLVEKO S.p.A. di pronuncia di compatibilità ambientale per la realizzazione delle opere descritte in oggetto con l’assoluto rispetto delle condizioni sopra richiamate ed espresse dalle succitate Soprintendenze.”

 

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